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GASGAS



06.01.2012 10:02:02

Da un suggerimento e con la collaborazione del TAVOLO RES e con l'apporto organizzativo e ideale della nascente RES SUD (Rete delle Economie Solidali del mezzogiorno) nasce la proposta di portare, tutti assieme, il colore delle nostre arance (e di molto altro ancora!) nelle vostre piazze nelle prossime settimane, a contrastare il grigio dell'inverno e della politica con i camion di una ditta confiscata alla criminalità tutti assieme vuol dire tutte quelle reti di produttori del sud che sono impegnate nella crescita dell' economia del noi o che prendono un preciso impegno a lavorare in quella direzione il punto a cui siamo arrivati è tutto negli allegati, pertanto non mi dilungo a descrivere cosa abbiamo in testa e come lo stiamo realizzando
vi aggiungo solo che:
  • il 7 gennaio c'incontriamo con la RETE SUD a Cancellara, in Basilicata per mettere a punto il CORSO SCRET e l'organizzazione (da giù) di sbarchinpiazza
  • il 14 gennaio ci sarà un quasi-sbarchinpiazza a Bologna, organizzato dalle reti bolognesi principalmente a sostegno della rete di EQUOSUD che impiega e retribuisce regolarmente alcuni migranti (è il terzo mese, ma questa volta si allargano gli orizzonti e le tematiche e partecipano anche legallinefelici e forse altri produttori del sud)
  • il 15 gennaio ci sarà, sempre a Bologna, un incontro "per organizzare sbarchinpiazza (da su) e non solo" (vedi dettagli in prossima mail, "frischi frischi numero 2" da segreteria@siqillyah.it )
  • onde evitare ingolfamenti, lavoreremo nei prossimi giorni alla "sintassi della comunicazione" , quindi comunicheremo alcuni indirizzi e-mail di riferimento per le varie questioni inerenti
  • la sede naturale delle comunicazioni sarà il sito della RES SUD
  • per il momento, in attesa che lo stesso sia perfettamente operativo, www.siqillyah.it ospiterà i materiali, il dibattito e le proposte, così come è stato fatto per la RES abruzzo finchè il relativo sito non è stato pronto, prima di SBARCOGAS a L'Aquila
  • l'associazione siqillyàh svolge un ruolo di patrocinio, promozione e supplenza
  • finchè non ci saremo distribuiti, all'interno ma anche all'esterno della RETE SUD, gli indirizzi operativi di sbarchinpiazza (speriamo prestissimo!), potete scrivere a promozione@siqillyah.it, casella gestita da roberto li calzi
grazie dell'attenzione e... buon inizio d'anno coltivando gli sbarchinpiazza!
Roberto Li Calzi

  agricoltura | solidarietà
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05.04.2011 10:42:14

NELLA BATTAGLIA PER LA BIODIVERSITÀ CHE VEDE CONTRAPPORSI MONSANTO E AGRICOLTORI, AIAB E VIA CAMPESINA SI SCHIERANO A FIANCO DEI CONTADINI CONTRO OGM E BREVETTI SU SEMENTI

Due settimane fa circa, la Monsanto ha annunciato l’ultima coltura OGM che spera di portare sul mercato: la soia che resiste all’erbicida dicamba. Secondo la Monsanto il nuovo prodotto sarà di aiuto nel controllo delle erbacce e porterà quindi “alla pace mentale dei coltivatori”.

Al contrario Via Campesina, il movimento di agricoltori che raccoglie 150 organizzazioni da 70 differenzi Paesi del mondo e che in Italia è rappresentato dall’AIAB, pensa che sia ben diverso ciò che potrebbe rasserenare la mente di milioni di agricoltori nel mondo. Più esattamente, Via Campesina e AIAB rivendicano come prioritaria, sia per i contadini che per il pianeta, la tutela della biodiversità.

Proprio per questo a Bali, durante la IV sessione dell'Organo di Governo del Trattato FAO sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, Via Campesina ha chiesto agli Stati sottoscrittori del Trattato di rivedere il quadro giuridico che consente di brevettare le sementi e di diffondere le colture geneticamente modificate. Due fattori che, denunciano AIAB e Via Campesina, impediscono di fatto ai contadini di tutelare e scambiare sementi e che minacciano la biodiversità e la sicurezza alimentare. Via Campesina ed AIAB chiedono quindi la messa al bando di brevetti e forme di proprietà industriale sulle sementi.

Due visioni contrapposte. Monsanto e Via Campesina rappresentano due visioni contrapposte del mondo. Secondo Monsanto e gli altri giganti dell’agro-chimica come Syngenta, BASF e Dupont, il controllo delle grandi multinazionali sulle colture e leggi permissive sulle biotecnologie stimolano l'innovazione e la produttività.

Una posizione che può sembrare buona, ma solo se non si guarda agli effetti reali portati da venti anni di brevetti sulle sementi e di diffusione delle colture OGM. Come denunciano Via Campesina e AIAB, infatti, gli effetti pratici e reali di questa politica sono un pericoloso indebolimento della biodiversità e della resilienza del sistema alimentare.

Qualche numero per tornare alla realtà. Per convincersene bastano pochi dati. Dal 1999 in Europa sono stati rilasciati 1.000 brevetti su animali e 1.500 sulle piante e altre migliaia sono in attesa. E come se non bastasse i brevetti non sono stati chiesti non sono stati rilasciati solo per le colture geneticamente modificate, ma anche per quelle convenzionali. Monsanto e Syngenta sole hanno depositato brevetti per decine di verdure convenzionali, tra cui pomodori, peperoni, e meloni. E questo significa non solo rafforzare il controllo su dove e come certe colture vengono utilizzate, ma anche quali varietà di sementi usate e quali vengono ‘sterminate’.

Al contrario di ciò che sostiene Monsanto, i brevetti  limitano l’innovazione. Tanto per dirne una, i ricercatori non possono più utilizzare liberamente gli impianti brevettati neanche a fini sperimentali. Inoltre, la crescente concentrazione nel mercato della proprietà delle sementi sta portando sempre più verso posizioni dominanti, in contrasto con le regole della concorrenza.  Nel 2004 la metà dei sementi venduti a livello mondiale erano controllati da 10 aziende. Oggi quelle stesse aziende controllano circa tre quarti del mercato mondiale delle sementi. Una concentrazione foriera di prezzi più elevati e di una minore capacità di scelta per i consumatori. Se a ciò si aggiunge l’estensione delle colture OGM nel mondo, si capisce perché la biodiversità è così minacciata.

Biodiversità a rischio. Tornando a Bali e al Trattato FAO, AIAB e Via Campesina denunciano come gli agricoltori si trovino nel mezzo di una guerra per il controllo delle sementi. E se non verranno ascoltate le richieste del movimento contadino per una legislazione più severa sulle biotecnologie e sull’industria sementiera, la biodiversità potrebbe diventare un danno collaterale di questa guerra.

fonte Aiab

 


  biodiversità | ambiente | ogm
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30.08.2010 13:55:49

Il prezzo dei cibi salutari nei punti vendita dei supermercati influenza il comportamento alimentare delle persone. Quanto maggiore sarà il divario competitivo di prezzo tra frutta e verdura rispetto ai cibi grassi, tanto più le persone mangeranno in maniera più salutare. E' quanto emerso da un'indagine condotta dalla ricercatrice olandese Wilma Waterlander della Vrije Universiteit. Nella lotta contro l'obesità e le cattive abitudini alimentari, si è indagato se le persone sarebbero indotte ad acquistare più frequentemente cibi sani se essi fossero anche più economici. Allo stato attuale, infatti, spesso i prodotti a minor costo sugli scaffali dei supermercati sono proprio i cibi-spazzatura, pieni di grassi, zuccheri aggiunti o sale in eccesso, che risultano quindi più economici dei salutari prodotti ortofrutticoli. La ricercatrice olandese ha pertanto creato un supermercato virtuale, composto solo da scaffali con i prodotti esposti e il loro prezzo, senza alcun elemento di reclamizzazione. Un campione di 600 persone ha poi effettuato acquisti virtuali, collegandosi al supermercato mediante il proprio computer. E' emerso che riducendo del 25% il prezzo di frutta e verdura esposti negli scaffali virtuali, l'effetto era notevole: mediamente, infatti, gli acquirenti hanno acquistato almeno 500 grammi in più di ortofrutticoli a settimana. Combinando poi la diminuzione di prezzo con messaggi pubblicitari e contemporaneamente innalzando il costo dei cibi-spazzatura, l'effetto a favore dell'acquisto di frutta e verdura è risultato anche maggiore. La ricercatrice ritiene che questo esperimento possa costituire un forte argomento a favore di una legislazione che preveda una tassazione punitiva nei confronti dei prodotti-spazzatura nel proprio paese.


  alimentazione | biologico
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25.06.2010 09:45:29


Un interessante riflessione sul consumo di prodotti biologici e di pratiche ecosostenibili, è contenuta nel libro "Green Gone Wrong", della giornalista americana Heather Rogers. La Rogers dopo diversi viaggi in giro per il mondo presenta una critica che, a suo parere, smonta diversi luoghi comuni tra cui il principale: l’idea che basti consumare i prodotti giusti, mangiare biologico, guidare auto ibride e comprare crediti ambientali per fermare l’inquinamento globale. In un'intervisa di Miriam Tola per D di Repubblica, Heather Rogers sostiene: "Siamo sommersi da invenzioni ecologiche che promettono di salvare il pianeta. Sembra che basti sostituire i prodotti inquinanti con quelli green. Ma non è così semplice: ci sono limiti, e risultati imprevisti che il nuovo “ambientalismo pigro” preferisce ignorare. [...] Il consumo di alimenti biologici è diventato di massa, c’è un domanda gigantesca e le grandi aziende coinvolte nel business fanno affari in Cina e America Latina, dove la manodopera costa meno e le regole sono aggirabili. In Paraguay ho visitato una delle piantagioni di canna da zucchero bio più grandi del mondo, la Azucarera Paraguaya. Producono un terzo dello zucchero usato in prodotti biologici negli Stati Uniti. La piantagione si è espansa a vista d’occhio, e a farne le spese è stata la foresta dell’Alto Paranà, dove vivono giaguari, tapiri, rettili, anfibi e centinaia di specie di uccelli. [...] Molti piccoli coltivatori americani, per esempio, non se la passano bene. Ho visitato diverse fattorie vicino a New York. Vendono nei mercati della città a prezzi alti, ma hanno spese enormi. Invece i giganti dell’agro-business godono di sussidi federali. Ma nel mio libro non parlo solo dell’ambientalismo che non funziona: racconto anche progetti con una visione di lungo termine, che conciliano salvaguardia dell’ambiente e qualità della vita. [...]C’è un movimento internazionale di contadini che dopo aver guidato la rivoluzione biologica ora cerca alternative a Big Organic. Nel libro racconto la storia di Morse Pitts, che ha ereditato un pezzo di terra nella valle dell’Hudson e ci lavora da trent’anni. Nella sua azienda, la Windfall, ha sempre usato metodi olistici, e senza mai richiedere la certificazione biologica disegnata per agevolare le grandi aziende. Un altro contadino della zona, Ron Khosla, ha lanciato Certified Naturally Grown, un sistema in cui sono gli stessi coltivatori a verificare i metodi dei colleghi. Un modello simile esiste anche in Brasile, Ecovida: unisce 13mila coltivatori che garantiscono cibo, a costi accessibili, alle comunità locali”.

(Fonte D di Repubblica)


  biologico
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08.06.2010 11:16:46

L’agricoltura biologica garantisce una capacità di cattura del Co2 con “percentuali di gas serra cinque volte superiori a quelle proporzionalmente immagazzinate nei nostri boschi”.
Nel corso di un incontro promosso da Arsial, l’agenzia della Regione Toscana per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo-forestale, alla manifestazione Terra Futura di Firenze, il direttore Maria Grazia Mammuccini ha ribadito e circostanziato i vantaggi ambientali offerti dall’agricoltura sostenibile.
“L’agricoltura biologica e attenta alla biodiversità - ha detto Mammuccini - e cattura percentuali di gas serra cinque volte superiori a quelle che proporzionalmente possono essere immagazzinate nei nostri boschi. E’ quindi parte essenziale di un insieme di pratiche complessive che la nostra agricoltura può compiere nella stessa direzione e che vanno dalla produzione di energia rinnovabile attraverso le biomasse, alla valorizzazione di pratiche colturali ecocompatibili, sino allo sviluppo di azioni di filiera corta, capaci di eliminare un’altra fonte di emissione di gas serra, quella rappresentata dai trasporti

(fonte Blogbiologico.it)


  biologico | ecologia | CO2
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