GASGAS |
Da un suggerimento e con la collaborazione del TAVOLO RES e con l'apporto organizzativo e ideale della nascente RES SUD (Rete delle Economie Solidali del mezzogiorno) nasce la proposta di portare, tutti assieme, il colore delle nostre arance (e di molto altro ancora!) nelle vostre piazze nelle prossime settimane, a contrastare il grigio dell'inverno e della politica con i camion di una ditta confiscata alla criminalità tutti assieme vuol dire tutte quelle reti di produttori del sud che sono impegnate nella crescita dell' economia del noi o che prendono un preciso impegno a lavorare in quella direzione il punto a cui siamo arrivati è tutto negli allegati, pertanto non mi dilungo a descrivere cosa abbiamo in testa e come lo stiamo realizzando
vi aggiungo solo che:
grazie dell'attenzione e... buon inizio d'anno coltivando gli sbarchinpiazza!
Roberto Li Calzi
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NELLA BATTAGLIA PER LA BIODIVERSITÀ CHE VEDE CONTRAPPORSI MONSANTO E AGRICOLTORI, AIAB E VIA CAMPESINA SI SCHIERANO A FIANCO DEI CONTADINI CONTRO OGM E BREVETTI SU SEMENTI Due settimane fa circa, la Monsanto ha annunciato l’ultima coltura OGM che spera di portare sul mercato: la soia che resiste all’erbicida dicamba. Secondo la Monsanto il nuovo prodotto sarà di aiuto nel controllo delle erbacce e porterà quindi “alla pace mentale dei coltivatori”. Al contrario Via Campesina, il movimento di agricoltori che raccoglie 150 organizzazioni da 70 differenzi Paesi del mondo e che in Italia è rappresentato dall’AIAB, pensa che sia ben diverso ciò che potrebbe rasserenare la mente di milioni di agricoltori nel mondo. Più esattamente, Via Campesina e AIAB rivendicano come prioritaria, sia per i contadini che per il pianeta, la tutela della biodiversità. Proprio per questo a Bali, durante la IV sessione dell'Organo di Governo del Trattato FAO sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, Via Campesina ha chiesto agli Stati sottoscrittori del Trattato di rivedere il quadro giuridico che consente di brevettare le sementi e di diffondere le colture geneticamente modificate. Due fattori che, denunciano AIAB e Via Campesina, impediscono di fatto ai contadini di tutelare e scambiare sementi e che minacciano la biodiversità e la sicurezza alimentare. Via Campesina ed AIAB chiedono quindi la messa al bando di brevetti e forme di proprietà industriale sulle sementi. Due visioni contrapposte. Monsanto e Via Campesina rappresentano due visioni contrapposte del mondo. Secondo Monsanto e gli altri giganti dell’agro-chimica come Syngenta, BASF e Dupont, il controllo delle grandi multinazionali sulle colture e leggi permissive sulle biotecnologie stimolano l'innovazione e la produttività. Una posizione che può sembrare buona, ma solo se non si guarda agli effetti reali portati da venti anni di brevetti sulle sementi e di diffusione delle colture OGM. Come denunciano Via Campesina e AIAB, infatti, gli effetti pratici e reali di questa politica sono un pericoloso indebolimento della biodiversità e della resilienza del sistema alimentare. Qualche numero per tornare alla realtà. Per convincersene bastano pochi dati. Dal 1999 in Europa sono stati rilasciati 1.000 brevetti su animali e 1.500 sulle piante e altre migliaia sono in attesa. E come se non bastasse i brevetti non sono stati chiesti non sono stati rilasciati solo per le colture geneticamente modificate, ma anche per quelle convenzionali. Monsanto e Syngenta sole hanno depositato brevetti per decine di verdure convenzionali, tra cui pomodori, peperoni, e meloni. E questo significa non solo rafforzare il controllo su dove e come certe colture vengono utilizzate, ma anche quali varietà di sementi usate e quali vengono ‘sterminate’. Al contrario di ciò che sostiene Monsanto, i brevetti limitano l’innovazione. Tanto per dirne una, i ricercatori non possono più utilizzare liberamente gli impianti brevettati neanche a fini sperimentali. Inoltre, la crescente concentrazione nel mercato della proprietà delle sementi sta portando sempre più verso posizioni dominanti, in contrasto con le regole della concorrenza. Nel 2004 la metà dei sementi venduti a livello mondiale erano controllati da 10 aziende. Oggi quelle stesse aziende controllano circa tre quarti del mercato mondiale delle sementi. Una concentrazione foriera di prezzi più elevati e di una minore capacità di scelta per i consumatori. Se a ciò si aggiunge l’estensione delle colture OGM nel mondo, si capisce perché la biodiversità è così minacciata. Biodiversità a rischio. Tornando a Bali e al Trattato FAO, AIAB e Via Campesina denunciano come gli agricoltori si trovino nel mezzo di una guerra per il controllo delle sementi. E se non verranno ascoltate le richieste del movimento contadino per una legislazione più severa sulle biotecnologie e sull’industria sementiera, la biodiversità potrebbe diventare un danno collaterale di questa guerra. fonte Aiab
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Il prezzo dei cibi salutari nei punti vendita dei supermercati influenza il comportamento alimentare delle persone. Quanto maggiore sarà il divario competitivo di prezzo tra frutta e verdura rispetto ai cibi grassi, tanto più le persone mangeranno in maniera più salutare. E' quanto emerso da un'indagine condotta dalla ricercatrice olandese Wilma Waterlander della Vrije Universiteit. Nella lotta contro l'obesità e le cattive abitudini alimentari, si è indagato se le persone sarebbero indotte ad acquistare più frequentemente cibi sani se essi fossero anche più economici. Allo stato attuale, infatti, spesso i prodotti a minor costo sugli scaffali dei supermercati sono proprio i cibi-spazzatura, pieni di grassi, zuccheri aggiunti o sale in eccesso, che risultano quindi più economici dei salutari prodotti ortofrutticoli. La ricercatrice olandese ha pertanto creato un supermercato virtuale, composto solo da scaffali con i prodotti esposti e il loro prezzo, senza alcun elemento di reclamizzazione. Un campione di 600 persone ha poi effettuato acquisti virtuali, collegandosi al supermercato mediante il proprio computer. E' emerso che riducendo del 25% il prezzo di frutta e verdura esposti negli scaffali virtuali, l'effetto era notevole: mediamente, infatti, gli acquirenti hanno acquistato almeno 500 grammi in più di ortofrutticoli a settimana. Combinando poi la diminuzione di prezzo con messaggi pubblicitari e contemporaneamente innalzando il costo dei cibi-spazzatura, l'effetto a favore dell'acquisto di frutta e verdura è risultato anche maggiore. La ricercatrice ritiene che questo esperimento possa costituire un forte argomento a favore di una legislazione che preveda una tassazione punitiva nei confronti dei prodotti-spazzatura nel proprio paese.
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(Fonte D di Repubblica)
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L’agricoltura biologica garantisce una capacità di cattura del Co2 con “percentuali di gas serra cinque volte superiori a quelle proporzionalmente immagazzinate nei nostri boschi”. (fonte Blogbiologico.it)
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